LA LEADERSHIP ITALIANA SULLA “FORMAZIONE ALLA LEADERSHIP” DEL PERSONALE MILITARE DELL’UNIONE EUROPEA

di Cristiano Galli

 

Quando si parla di Unione Europea (UE) la sensazione iniziale, per i cittadini comuni, è spesso di confrontarsi con un organismo dai confini non chiaramente definiti, con un’organizzazione inutilmente complessa e incomprensibile. L’Unione Europea è data spesso per scontata e solo un’improvvisa sua mancanza sarebbe in grado di rigenerarne consapevolezza ed importanza. L’esistenza dell’Unione Europea nelle nostre vite è, con tutti i possibili connessi pregi e difetti, una caratteristica oggettiva della realtà che ormai ci circonda da più di mezzo secolo.

Mai come in questo momento l’UE nella sua forma collettiva, e gli Stati membri che la compongono nella propria dimensione individuale, hanno l’obbligo e la responsabilità di riflettere sulle motivazioni del passato, ma soprattutto di ri-pensare al proprio futuro. L’interesse individuale di ogni singolo Stato membro deve trovare il proprio punto di equilibrio con la naturale ed opposta tendenza derivante dall’esigenza di cooperare per l’interesse collettivo. Caratteristica tipica dei sistemi adattivi complessi di successo sta proprio nella capacità di integrare le dinamiche competitive (interessi individuali) con le dinamiche cooperative (interessi collettivi).

 

Il Servizio per l’Azione Esterna (European External Action Service) dell’Unione Europea rappresenta uno dei più recenti organismi attraverso il quale i Paesi membri hanno deciso di esercitare una funzione diplomatica comune e dare luogo ad un embrionale tentativo di esercitare una Politica Comune di Difesa e Sicurezza (Common Security and Defense Policy).

 

Nel 2013 è nato l’EUMTG (European Union Military Training Group), posto alle dipendenze del MS (Military Staff) del MC (Military Committee). Peraltro, dal prossimo 6 novembre, il prestigioso incarico di Presidente del Comitato Militare sarà assunto dal Generale Claudio Graziano, attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa italiano.

 

L’EUMTG è stato creato con lo scopo di stabilire i criteri formativi del personale militare e civile da impiegare a supporto della Politica Comune di Difesa e Sicurezza (CSDP). In tale ambito, nel 2015, l’EUMTG ha stabilito una serie di “discipline per la formazione e l’addestramento” considerate quali “categorie funzionali che raggruppano tematiche in supporto delle capacità militari essenziali alla condotta efficace delle missioni ed operazioni militari della CSDP”. Contestualmente l’EUMTG ha ritenuto che gli Stati membri avrebbero potuto mettere a fattor comune le potenziali aree di eccellenza sviluppate individualmente, assumendo la guida di una particolare disciplina (Discipline Leader). Solo nella primavera del 2018 la particolare disciplina “Leadership e Management”, rimasta fino ad allora priva di candidature, su proposta del Capo di Stato Maggiore della Difesa italiano,  ha visto la nomina dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze quale “Discipline Leader” nell’ambito dell’EUMTG.

 

E’ iniziato così un progetto complesso e sfidante che vedrà la Difesa italiana impegnata nello studio di un modello di competenze trasversali di base (Core Soft Skills) essenziali al personale militare e civile impegnato nell’esercizio delle missioni ed operazioni sotto bandiera europea nel teatro globale.

 

La Difesa italiana parte già dal modello di ricerca consolidato e presentato con successo in seno alla Prima Conferenza Nazionale sulla Formazione alla Leadership dello scorso 20 giugno a Firenze (LTEM – Leadership Training & Educational Model). Il modello, che dovrà essere adattato e reso compatibile al contesto culturale ed alla specificità della natura operativa delle missioni dell’Unione, continuerà comunque a poggiare sulle solide basi scientifiche delle neuroscienze cognitive e sociali, delle scienze della complessità e dei sistemi adattivi complessi (CAS). Il processo si svolgerà in tre fasi. La prima fase (requirements) consisterà nell’analisi dei requisiti, da intendersi quale definizione delle competenze, attitudini e comportamenti da presidiare con l’attività formativa (competenze attese). La seconda fase (opportunities) consisterà nella mappatura delle attività formative di settore già svolte dai vari Stati membri e/o dagli organismi e strutture formative dell’UE. La terza ed ultima fase (analysis) consisterà nel confronto fra i requirements e le opportunities con la definizione di un Common Core Curriculum che copra tutte le esigenze formative del personale, dal livello politico-strategico, fino al livello tattico.

 

La leadership è un fenomeno complesso e solo attraverso la consapevolezza del funzionamento delle dinamiche complesse è possibile immaginarne un esercizio efficace. La capacità di esercitare intelligenza emotiva individuale e di gruppo, la consapevolezza cross-culturale, il decision-making neurale/strategico, la resilienza e l’adattività, sono solo alcuni esempi delle “core competencies” necessarie alla leadership del futuro.

 

La Difesa italiana ha ricevuto dall’Unione Europea l’importante e delicato incarico di farsi guida e catalizzatore per la creazione di un modello di formazione alla leadership sicuramente funzionale alla condotta efficace delle operazioni internazionali, ma potenzialmente anche utile alla formazione di dirigenti europei. Quei dirigenti che rappresenteranno un nuovo punto di partenza per favorire quell’equilibrio fra interessi individuali e collettivi tanto importante per la sopravvivenza ed il rilancio dell’idea stessa di Unione Europea.

 

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