FORZE ARMATE RUSSE: NUOVI ISTITUTI O NOSTALGIA DEL PASSATO?

di Sly

 

Il giorno 7 agosto 2018, il Ministro della Difesa della Federazione Russa, il Generale d’Armata (Генерал Армии) Sergej Kužugetovič Šojgu ha presentato ufficialmente il suo vice, il Colonnello Generale (Генерал Полковник) Andrej Valerevič Kartapolov. Il nuovo viceministro sarà anche a capo della Direzione Generale Politico-Militare delle Forze Armate Russe (Главного военно-политического управления Вооруженных сил – ГВПУ), ente che non farà parte dell’organigramma del Ministero della Difesa russo ma sarà un’entità autonoma all’interno delle Forze Armate.

Tale istituto non è affatto nuovo all’organizzazione militare russa, esso infatti esisteva già nel periodo dal 1919 al 1942, dapprima all’interno dell’Armata Rossa e, in seguito, nelle forze Armate dell’Unione Sovietica e si occupava della supervisione del comportamento dei soldati e della diffusione della propaganda politica. L’incarico era ricoperto dai commissari militari e dagli Ufficiali politici e, dopo il 1942, dai cosiddetti “politruk” (abbr. полтический руководитель – istruttore politico) e in seguito dai zampolìt (abbr. замести́тель команди́ра по политрабо́те – addetto del comandante sui lavori politici), un cambiamento che rifletteva il cambio di ruolo e lo sviluppo dell’autorità loro conferita: lo zampolit non aveva diritto di interferire negli ordini operativi di un ufficiale militare.

 

Il nuovo viceministro ha, teoricamente, la formazione e l’esperienza necessarie a ricoprire qualsiasi incarico nel Minoborony Rossii (abbr. Министерство Обороны Российской Федерации – Ministero della Difesa della Federazione Russa) avendo alle spalle un iter formativo da Ufficiale con incarichi dirigenziali, sia in territorio nazionale che all’estero. Come se non bastasse i vertici si sono preoccupati di inserire nel curriculum del generale anche una sorta di percorso operativo ovvero il Comando dell’Esercito russo in Siria dal dicembre 2016 a marzo 2017, il che corrisponde al periodo in cui è stata ripresa per la seconda volta Palmyra (2 marzo 2017).  Nonostante la permanenza del generale in Siria sia sottolineata dai media così come dalle autorità ad ogni occasione, risulta piuttosto difficile dire quanto, con soli tre mesi di permanenza in teatro operativo, egli abbia potuto in qualche modo influire sul corso delle operazioni, a maggior ragione perché queste ultime sono state condotte per la maggior parte dai reparti speciali (specnaz) con i quali Kartapolov non aveva niente a che fare.

 

Il suo nome però è venuto alla ribalta grazie alla guerra nel Donbass (aprile 2014): essendo all’epoca Capo di Stato Maggiore del Distretto Militare Occidentale, era anche incaricato della preparazione dell’intervento, e ritenuto il responsabile dell’abbattimento (17 luglio 2014) dell’aereo della Malaysia Airlines 17, accusa alla quale lo Stato Maggiore ha risposto specificando che il generale, a partire dal mese di giugno 2014, era impiegato presso lo Stato Maggiore Generale e che pertanto non avrebbe nemmeno potuto dare l’ordine di trasportare i missili contraerei Buk M1 nel Donbass. In realtà era probabilmente lui il responsabile dell’approntamento dei separatisti ucraini.

 

Perché indugiare così a lungo sulla biografia del neo-viceministro? Il gen. Kartapolov andrà a ricoprire un incarico che, nel caso in cui riuscisse veramente ad ottenere le attribuzioni dei suoi predecessori, membri del direttorato politico dell’Armata Rossa, lo renderebbe uno degli Ufficiali generali più importanti nonché il candidato naturale per sostituire l’attuale Ministro della Difesa, il generale Šojgu. Con tutto quel che ne consegue, data la nuova direzione del Governo moscovita.

 

I media russi hanno immediatamente riportato come, esattamente 100 anni fa, i bolscevichi istituirono l’Ufficio dei Commissari Militari di tutte le Russie. Proprio i commissari ed i loro subalterni (i sopracitati politruki e zampoliti), furono i responsabili delle pulizie staliniane all’interno dell’Armata Rossa.

 

I compiti della neo-costituita Direzione Generale Politico-Militare delle Forze Armate Russe non sono ancora del tutto chiari. Sempre secondo i media russi (Vedomosti) il nuovo direttorato Politico-Militare verrà formato sulla base del dipartimento principale del personale, il cosiddetto GURLS (Главное Управление По Работе С Личным Составом Вооруженных Сил Российской Федерации) presente già all’interno del Direttorato Centrale Politico dell’Armata Rossa che si occupava del sostegno psicologico e morale, dell’educazione patriottico-statale, degli aspetti culturali, della garanzia del tempo libero nonché dei diritti del personale militare.

 

Parte dei compiti verrà ripresa dal nuovo istituto: l’organizzazione del lavoro con il personale durante l’attività ordinaria e del perfezionamento del sistema educativo. Ulteriore compito sarà quello di organizzare il supporto morale e psicologico all’interno delle Forze Armate, l’organizazione del lavoro allo scopo di mantenere alto il morale dei soldati nonché i diritti, l’ordine e la disciplina militare. È inoltre probabile che un ulteriore compito sarà quello di gestire la Junarmia (Юнармия)ovvero l’Esercito dei Giovani, che ingloba circa 230.000 ragazzi e ragazze in un’età compresa tra gli 8 ed i 18 anni. Il gen. Kartapolov risponderà in questo caso del funzionamento dell’informazione e della gestione dell’apparato propagandistico.

 

I russi, del resto, non si stupiscono né fanno mistero della cosa sottolineando nei media ufficiali quanto tale “tipo di educazione ha un grande significato specie se consideriamo l’ambiente in cui ogni soldato è chiamato ad operare ed in cui è sottoposto ad un flusso di informazioni provenienti dai social media, in cui la manipolazione e la distorsione della realtà sono sempre presenti”.

I media sono inoltre molto attenti nel sottolineare quanto il generale mai avesse avuto a che fare con l’apparato politico-educativo dimenticando che nella realtà dei fatti era coinvolto, nel corso del suo impiego al Ministero, nel lavoro di propaganda tramite la condotta dei cosiddetti “Press-breafings” relativamente alle operazioni in Siria e agli avvenimenti in Ucraina orientale.

Come sostiene Aleksandr Gol’c, direttore del giornale onlineEžednevnyj Žurnal”, “un tale ritorno ai ‘tempi del soviet’ risveglia molte domande. Ad oggi non abbiamo una definizione dell’ideologia di stato definita dalla legge. Proprio per questo motivo non capiamo cosa verrà affidato a questo nuovo direttivo. Per quanto possa ricordare, è il primo caso di assegnazione ad una posizione così elevata di una persona, senza la concreta definizione dei compiti. O tutto questo è un segreto, o è indicativo della lotta in corso all’interno del governo”.

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